STATUTO

"Comitato 3 MOTIVI per il NO"


ART.1

È costituita un'associazione senza scopo di lucro denominata "Comitato 3 MOTIVI per il NO", con sede legale in Montesilvano (PE), Via del Borgo n. 9; l'eventuale successivo trasferimento della sede sociale, deliberato dal Consiglio Direttivo, non comporterà modifica statutaria.

La durata dell'Associazione è limitata alla campagna referendaria relativa al referendum costituzionale indetto per il 29 marzo 2020 (o suo eventuale differimento), confermativo della riforma varata con Legge Costituzionale pubblicata in G.U n. 240 del 12/10/2019, nonché agli adempimenti successivi conseguenti.

Il simbolo dell'Associazione, riprodotto di seguito, è una ruota dentata con contorno rosso in campo bianco, nella quale è inserita la scritta "3 MOTIVI per il NO", in carattere Mom´sTypewriter. I colori utilizzati sono il verde per il numero "3" e per la lettera "N", il grigio per la scritta "MOTIVI per il", il rosso per la lettera "O".

ART. 2

L'Associazione non ha fini di lucro e non ha alcuna finalità di svolgimento di attività di natura commerciale, salvo quelle marginali e necessarie come forma di finanziamento per le iniziative e gli obiettivi previsti dal presente Statuto.

Oltre all'assenza di fini di lucro, principi informatori della Associazione sono: esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche associative, gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti, sovranità dell'Assemblea, divieto di svolgere attività diverse da quelle istituzionali ad eccezione di quelle economiche marginali e funzionali al perseguimento degli scopi associativi.

L'Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da: quote e contributi dei soci; sottoscrizioni, finanziamenti, lasciti, donazioni e contribuzioni volontarie dei cittadini, in base alla normativa vigente; contributi dello Stato, degli Enti Locali o altre istituzioni pubbliche nazionali e non; proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale o artigianale, svolte in maniera ausiliaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;qualsiasi altra entrata consentita dalla legge.

Le risorse devono essere utilizzate secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo ed è fatto divieto di ripartire fra gli associati in forme dirette, indirette o differite il patrimonio o i fondi. Eventuali avanzi di gestione devono essere destinati interamente alla realizzazione delle finalità istituzionali e in caso di scioglimento dell'Associazione, per qualunque causa, il patrimonio residuo sarà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità.


ART. 3

L'Associazione ha come scopo immediato quello di organizzare iniziative politico-culturali, informative e di propaganda, volte a promuovere il voto "NO" nel referendum costituzionale del 29 marzo 2020, confermativo della riforma varata con Legge Costituzionale pubblicata in G.U n. 240 del 12/10/2019, con particolare riferimento a 3 MOTIVI, selezionati tra le tante buone ragioni per opporsi alla riforma, in quanto illustrano indubbi e clamorosi svantaggi derivanti dalla riduzione dei parlamentari, che potrebbero essere al più controbilanciati da ipotetici (e invero inesistenti) vantaggi, ma che non possono assolutamente essere negati.

I 3 MOTIVI sono stati inoltre individuati in ragione del fatto che risultano agevolmente comprensibili da tutto il Popolo italiano, in quanto pressoché privi di elementi di carattere tecnico e, perdipiù, palesemente di grande rilievo e impatto emotivo, dunque utili alla battaglia referendaria.

1) Il PRIMO MOTIVO è che la riduzione dei parlamentari lascerà per sempre senza rappresentanza molti territori che oggi o eleggono (almeno) un parlamentare o hanno possibilità di eleggerlo e, quindi, talvolta riescono ad eleggerlo e talvolta no: valli alpine, contrade collinari di borghi che non si raccolgono attorno a una media città, ma al più a una piccola cittadina, isolate zone appenniniche, in generale province o parti di province non densamente popolate rispetto ad altre.

Questi territori tenderanno a divenire politicamente marginali: saranno colpiti dai tagli, in luogo dei territori rappresentati; e beneficeranno di minori spese rispetto a territori vicini, che invece troveranno tutela nei loro rappresentanti.

I cittadini che li abitano si sentiranno impotenti, abbandonati e, alla resa dei conti, cittadini parziali.

Addirittura intere province con poca popolazione, anche se di grandi dimensioni, potrebbero non riuscire ad eleggere un senatore (è il caso di Rieti per esempio).

Peraltro, non sono soltanto i cittadini dei territori demograficamente marginali a dover votare "NO" per difendere i loro interessi. Non è giusto, infatti, che i cittadini che vivono inurbati e che continuerebbero ad eleggere rappresentanti in Parlamento, si disinteressino egoisticamente dei tanti cittadini che vivono in aree non densamente popolate.

2) Il SECONDO MOTIVO muove dalla profonda disistima che gli italiani, di "sinistra" o di "destra" o di "centro", nutrono per i partiti attuali: i cittadini votano i partiti turandosi il naso, considerandoli soltanto meno peggiori di altri partiti; i cittadini spesso votano contro partiti e contro leader politici, invece che per convinta adesione e stima dei partiti e dei politici che immeritatamente premiano con il voto.

Tutti attendono che la politica italiana sia sconvolta da qualcosa di nuovo, di valido, di storico. Tutti siamo convinti che il sistema di formazione e selezione della classe dirigente sia saltato e che la attuale classe dirigente sia espressione di una vera e propria "Casta", nella sostanza un "Partito Unico" portatore di interessi elitari, lontani dalle vere esigenze dei cittadini.

Una "Casta" che nel corso degli ultimi decenni ha programmato e realizzato una serie di riforme destrutturatrici del nostro impianto costituzionale, perdipiù rendendo sempre più difficoltosa la partecipazione dei cittadini all'attività politica al di fuori delle formazioni espressione di quel "Partito Unico" al potere.

La speranza che molti italiani hanno riposto nel M5S, palesemente dimostra che il Paese ha bisogno di nuovi partiti che siano realmente popolari, quindi portatori delle istanze dei ceti più deboli, da troppo tempo non rappresentate in Parlamento.

In tale prospettiva il taglio dei parlamentari, presentato come una misura "anti Casta" volta a colpire i privilegi di una classe dirigente elitaria, corrotta, incapace, responsabile dell'attuale degrado della politica e del Paese, finirebbe paradossalmente per blindare in Parlamento proprio la "Casta", ovvero i responsabili di tale condizione, poiché la riforma agevolerebbe le formazioni politiche più grandi, che dispongono di ingenti risorse finanziarie, controllano i media, monopolizzano le campagne elettorali, rendendo estremamente più improbabile l'emersione e l'avvento in Parlamento di nuove formazioni politiche sinceramente ispirate ai valori costituzionali, espressione delle esigenze popolari, lontane da interessi lobbistici.

3) Il TERZO MOTIVO muove anch'esso dalla impietosa analisi del quadro politico attuale, che è sconfortante sotto altro punto di vista: oggi non esistono veri e solidi partiti, con una lunga storia e idee ferme, con un collaudato sistema di formazione e selezione della classe dirigente. Non è che esistano e siano decadenti. No, proprio non esistono. I partiti attuali sono centri di potere nazionale che negoziano con centri di potere locale, disponibili a spostarsi da un partito all'altro. I centri di potere nazionale conferiscono i simboli ai centri di potere locale, più o meno vaste reti clientelari, gruppetti di persone, sprovvisti ormai anche di sedi, ma in grado di muoversi sul territorio, di ramificarsi nelle contrade e nei quartieri cittadini e di far apparire che sia presente ciò che in realtà non esiste.

Questa situazione, che si protrae ormai da lungo tempo, ha generato una classe politica parlamentare mediamente pessima: i parlamentari particolarmente intelligenti, o particolarmente laboriosi, o particolarmente capaci di studiare e risolvere problemi sono oggi pochissimi. Moltissimi sono, invece, i mediocri.

Orbene, una riduzione di un terzo dei parlamentari comporterebbe, al più, una proporzionale riduzione sia dei (già pochi) parlamentari bravi, che dei parlamentari inutili, cioè quelli tali ritenuti perché privi di laboriosità, capacità di studio e comprensione, o di particolari conoscenze tecniche. Ma ciò sarebbe già un grave danno. Dinanzi alla modesta soddisfazione di veder diminuire il numero di "fannulloni" e "buoni a nulla" che si fregiano del titolo di Onorevole o Senatore, starebbe l'oggettivo svantaggio di ridurre e indebolire il già esiguo numero dei parlamentari bravi. Dare preferenza alla soddisfazione di veder ridurre il numero degli onorevoli "cialtroni", a costo di indebolire il Parlamento, è una scelta che, se fatta consapevolmente, sarebbe chiaramente meschina e masochistica.

Sulla base dei sopra illustrati 3 MOTIVI, dunque l'Associazione svolgerà propaganda, a livello nazionale e locale, negli ambiti e spazi radiotelevisivi pubblici e privati, sulla stampa, nel web, nei dibattiti, nelle reti social, con manifesti, pubblicazioni, opuscoli, volantini, gadgets, materiali audiovisivi e mediatici.

Scopo generale sarà comunque quello di sensibilizzare i cittadini sull'importanza e necessità del recupero e della salvaguardia dei principi sanciti nella Costituzione repubblicana del 1948 e contribuire all'attuazione di un sistema costituzionale ed elettorale capace di assicurare la rappresentanza democratica del Popolo italiano, come voluto dai Padri Costituenti.

A tali fini l'Associazione potrà collaborare con altre organizzazioni, enti, soggetti con fini simili e analoghi ai propri ed inoltre potrà partecipare ad ogni iniziativa culturale, politica e mediatica, di formazione e di informazione.


ART. 4

Gli organi dell'Associazione sono:

- il Consiglio Direttivo, che sarà composto da almeno 4 membri e deciderà anche il numero massimo dei suoi componenti;

- il Presidente dell'Associazione e il Vice-Presidente;

- il Tesoriere;

- il Comitato Scientifico (organo eventuale);

- può essere nominato un presidente onorario.

Tali organi restano in carica per il periodo stabilito al momento della nomina;

- l'Assemblea degli associati.


ART. 5

Il Consiglio Direttivo è competente su qualsiasi materia attinente la gestione dell'Associazione non riservata all'Assemblea dalla legge o dal presente Statuto, si costituisce validamente, previa convocazione spedita dal Presidente via posta elettronica almeno 2 giorni prima della riunione, con la presenza di almeno la metà dei suoi membri in carica e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio Direttivo può deliberare con maggioranza semplice di cooptare dei nuovi membri, contestualmente aumentando il numero dei sui componenti.

È ammessa la delega ad altro membro del Consiglio Direttivo, ma ciascun membro non può ricevere più di 2 deleghe.


ART. 6

È ammessa l'adesione successiva all'Associazione di soggetti diversi che ne facciano richiesta scritta (anche via mail) al Consiglio Direttivo, organo a cui compete deliberarne l'ammissione.

Il numero dei soci è illimitato e l'Associazione è aperta a tutte le persone fisiche maggiori di sedici anni che, interessate alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali, si impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi e a osservarne lo Statuto.


ART. 7

Al Presidente del Consiglio Direttivo e al Vice-Presidente spetta, unitamente e disgiuntamente, la legale rappresentanza dell'Associazione, con poteri di firma nei confronti dei terzi ed in giudizio, che può essere delegata per singoli atti agli altri membri del Consiglio Direttivo.


ART. 8

Al consigliere con compiti di Tesoriere competono i poteri per la gestione amministrativa, finanziaria e patrimoniale ordinaria dell'Associazione.

Egli ha il potere di effettuare pagamenti ed incassi in favore di terzi, rilasciando quietanza. Il Tesoriere ha il potere di accendere conti correnti bancari o postali, di riscuotere somme ed effettuare pagamenti. Redige il progetto di bilancio o rendiconto, con le relative relazioni, da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea entro il 31 aprile.


ART. 9

Il Consiglio Direttivo può nominare un Comitato Scientifico con lo scopo di approfondire argomenti e di predisporre testi e relazioni.


ART. 10

Possono essere costituite articolazioni territoriali dell'Associazione, composte da almeno 2 soci, nella forma di coordinamenti o comitati locali, previa richiesta scritta inoltrata anche per via telematica al Consiglio Direttivo, organo a cui compete deliberarne l'approvazione e autorizzare l'utilizzo del simbolo.

Le predette articolazioni territoriali saranno autonome sotto il profilo finanziario e organizzativo, ma dovranno attenersi alle direttive generali impartite dal Consiglio Direttivo.

Le eventuali obbligazioni assunte autonomamente dai coordinamenti e comitati locali non sono opponibili all'Associazione (e viceversa).

Il rapporto tra l'Associazione e le articolazioni territoriali avviene attraverso consultazioni realizzate anche attraverso la rete.


ART. 11

L'Assemblea degli associati, salvo quanto previsto dal presente Statuto, è competente sulle materie ad essa riservate dalla legge, si costituisce validamente, previa convocazione inviata dal Presidente a ciascun associato via posta elettronica almeno 5 giorni prima della riunione, con la presenza di almeno la metà degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

È convocata almeno una volta l'anno per l'approvazione dei conti della gestione.


ART. 12

Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si applicano gli artt. 14 e ss. C.C..